Rinoceronte

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Uno degli animali più belli che si possano incontrare in Africa!

Non vi piace?? È impossibile non innamorarsene. Lui cosi possente e unico. Il rinoceronte nero (Diceros bicornis) prende il nome da due termini greci: rhinos= naso, keras= corno, cioè naso cornuto. Ed è proprio questa caratteristica unica che lo rende una meraviglia rara: il suo corno.

Se ne incontrano di esemplari con corni lunghissimi, altri mozzati, anche perché i corni sono formati da cheratina, la stessa sostanza che costituisce le nostre unghie, per cui si possono rompere o spezzare!

Nel mondo esistono 5 specie di rinoceronti. 3 sono in Asia: indiano, di Java e di Sumatra. 2 specie sono in Africa: il nero (Diceros bicornis), che si divide in nero del centro-sud Africa, in nero della Tanzania e in nero del deserto, e il bianco (Ceratotherium Simum) che si divide in due sottospecie: il bianco australe (circa 11.500 esemplari) e il bianco del nord (ormai ridotto a una ventina di esemplari) In cosa si distinguono?

Il rinoceronte nero è più piccolo rispetto al bianco, con corna più accentuate, orecchie piccole, groppa sviluppata. Anche le impronte sono riconoscibili con la pare posteriore arrotondata, senza rientranza, e meno marcate.

Il labbro superiore è quello che lo differenzia dal bianco: il nero ha un labbro a forma di uncino, triangolare, atto a strappare le foglie. Infatti si ciba di rami di alberi e arbusti, non disdegnando comunque le radici che scava con il corno.

Hanno una vista molto limitata, ma un udito sviluppatissimo. Questo li rende molto attenti e aggressivi. Una volta, durante un safari in Namibia, sono passata vicino a un rinoceronte nero all’apparenza tranquillo…è bastato un nano secondo che si è girato nell’intento di attaccare la jeep su cui mi trovavo con i miei ospiti, ma la velocità di scatto del driver al mio grido di scappare è stata maggiore di quella del rinoceronte, che ci ha appena sfiorati.

Solitario e dal carattere un po’ irascibile, il rinoceronte nero si unisce agli altri solo per gli accoppiamenti. Le femmine hanno una gestazione di 15 mesi e stanno con il cucciolo per ben 3 anni. Se minacciata la madre scappa davanti al cucciolo per aprirgli la strada. Un po’ come fanno le madri africane…il bimbo è tenuto sulle spalle!!

Il rinoceronte bianco (Ceratotherium Simum) prende il nome tassonomico da keras = corno e Therion= bestia. Simum=naso piatto. E rinoceronte bianco ha preso il nome dal termine afrikaans wijde, che si pronuncia uaid, cioè ampio, riferito al suo labbro, termine poi adattato dagli inglesi in white, cioè bianco!

E’ il secondo mammifero terrestre per grandezza dopo l’elefante. Un vero e proprio gigante che arriva a un’altezza al garrese di 1.75 mt !! E a pesare fino a 2500 kg. Un gigante buono: di carattere docile e mansueto.

Il labbro, piatto e ampio, serve per strappare l’erba di cui si nutre insieme alle radici. Mole enorme, possente, testa allungata e tenuta bassa, grandi corni.

Anche per il bianco la gestazione è lunga, 16 mesi, e il cucciolo arriva a pesare 50-60 kg alla nascita. In caso di pericolo la mamma scappa dietro al piccolo, proteggendolo alle spalle. E le mamme bianche portano il loro bimbo sul davanti…cuore a cuore… Torniamo al corno.

Trattandosi di uno strumento importante, sia per il cibo che per la difesa, viene affilato e irrobustito contro tronchi d’albero, rocce e termitai. Le femmine usano il corno anche per togliere le zecche dal loro corpo e da quello dei piccoli. Il corno anteriore del rinoceronte bianco arriva a pesare 12 kg e avere lunghezze stratosferiche di 130-140 cm!!

E per questo corno cheratinoso rischiano l’estinzione. Si perché sono da anni nel mirino dei bracconieri che commercializzano la polvere di corno di rinoceronte a prezzi strabilianti, arrivando a venderlo a 60.000 US$ al chilo!! Si avete letto bene…e vi chiederete: per farsene cosa? La polvere di corno è ritenuta avere poteri afrodisiaci, poteri anti tumorali, poteri anti depressivi! Ma non è cosi…è solo cheratina, è solo un ciuffo di pelo fuso insieme…e come tale non ha alcun potere curativo.

Ma non credono cosi i popoli asiatici: dalla Cina al Vietnam, dove adesso i nuovi ricchi fanno a gara ad avere questa polvere, allo Yemen, dove dai corni ricavano i foderi per i pugnali, la richiesta si fa sempre più insistente e la corsa al corno aumenta ogni anno. Cosi fra 10 anni non avremo più la possibilità di ammirare questi splendidi esemplari in libertà.

Leggenda

Tanto tempo fa il rinoceronte non aveva il corno, solo un lungo muso grigio. Guardandosi intorno vide che gli altri animali avevano dei segni di riconoscimento che li rendevano unici: il leone aveva la criniera, l’elefante le zanne e la proboscide, i bufali e le antilopi le corna, ecc. Disperato il rinoceronte errava per la savana senza una meta. Era così triste e stanco che si buttò a terra e si mise a dormire.

I suoi amici, capendo la disperazione dell’animale, decisero di aiutarlo: presero del fango, della terra, del succo di amarula e con quell’impasto compattarono i peli che il rinoceronte aveva sulla testa e gli fecero un finto corno. Al mattino il rinoceronte si svegliò e, andando ad abbeverarsi, vide la novità: grazie creatore degli animali, grazie per avermi dato questo bellissimo corno, da oggi tutti mi riconosceranno e rispetteranno.